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09 febbraio 2010, 04:46 
    Coop ti dà voce
     
    Da un accordo con Telecom è nato il primo operatore virtuale di telefonia mobile in Italia: si chiamerà Coop Voce. Tassinari: "Offriremo tariffe semplici, trasparenti e convenienti. Poi puntiamo a estendere l’offerta a internet e alla telefonia fissa"
     
    Coop sarà il primo operatore virtuale della telefonia mobile in Italia. E lo sarà in partnership con Tim-Telecom, il più importante operatore telefonico nazionale. È così nato un nuovo marchio, Coop Voce, riservato ai soci Coop, che venderà la proprie carte Sim di ricarica telefonica, avrà una propria numerazione (quella che comincerà con 3311) e un apposito numero di servizio (il 188). Già dal mese di aprile il progetto Coop Voce è stato attivato in maniera sperimentale su un campione di soci Coop, per poi divenire disponibile a tutti, attraverso la rete di vendita Coop, da giugno.
    Dunque siamo di fronte a un’altra barriera che cade, rendendo il nostro paese più vicino a quanto avviene già da tempo in altri paesi europei a tutto vantaggio dei consumatori, con mercati più aperti, più concorrenziali e più trasparenti, anche in un settore come la telefonia dove il peso dei grandi operatori era considerato eccessivo dall’autorità Antitrust che da tempo sollecitava la nascita di operatori virtuali, ovvero soggetti che definiscono accordi con gli operatori telefonici (che possiedono le infrastrutture tecnologiche) e poi rivendono quote di traffico e servizi a prezzi concorrenziali.
    È per questo che l’amministratore delegato di Telecom Italia, Riccardo Ruggiero ha esplicitamente parlato di "accordo di portata storica", spiegando anche che quella con Coop è una partnership esclusiva per quanto riguarda gli operatori della grande distribuzione e comunque destinata ad allargarsi anche ad altri ambiti del mondo delle telecomunicazioni, come la telefonia fissa ed i collegamenti internet con la banda larga.
    "Siamo convinti che quello siglato con Telecom-Tim sia davvero un accordo importante, per le due aziende, ma soprattutto per i consumatori – spiega il presidente di Ancc-Coop Aldo Soldi – Da tempo, come Coop, ci stiamo muovendo per ampliare l’offerta di beni e servizi nei nostri punti vendita. Occorre da un lato cogliere i nuovi bisogni, dall’altro utilizzare gli spazi offerti dalle liberalizzazioni per garantire ai cittadini più possibilità di scelta e occasioni di più facile accesso ai beni e ai servizi. E, come già avvenuto per i farmaci da banco, che ora costano meno per tutti, questo accordo va esattamente nella stessa direzione, dà cioè ai soci delle cooperative e ai loro famigliari una possibilità di scelta in più, aumenta la concorrenza e provocherà per reazione una diminuzione dei prezzi. Al tempo stesso dimostra ancora una volta l’importanza della cooperazione come strumento attraverso il quale il consumatore diventa protagonista nel mercato".
    Dunque per il sistema Coop l’approdo ai servizi telefonici è il coerente sviluppo di una precisa strategia. Una strategia che, come spiega il presidente di Coop Italia Vincenzo Tassinari, firmatario dell’accordo con Telecom, "tiene conto anche dell’evoluzione del mercato dei consumi. La spesa delle famiglie per gli alimentari è in costante calo, ed è oggi intorno al 15-16%, mentre la spesa per la telefonia vale ormai il 5%, di cui la metà per la telefonia mobile. C’è una evoluzione che è sotto gli occhi di tutti. È chiaro che se quando nel 1854 aprì il primo spaccio a Torino, Coop doveva fornire prodotti di prima necessità a prezzi convenienti, oggi occorre farsi promotori di un consumerismo più evoluto, che non rinuncia certo ai valori iniziali, ma anzi li applica ad ambiti nuovi che sono importanti per le famiglie. Per questo la fidelizzazione dei nostri soci e clienti non è più solo legata allo sconto sulla spesa tradizionale, che pur resta il settore fondamentale della nostra attività".
    Nasce così la sfida di Coop Voce che, come annunciato alla presentazione, ha un obiettivo di arrivare a 1 milione di clienti e ad un giro di affari di 200 milioni di euro nel giro di 3 anni.
    Se sulle tariffe (anche per ovvie ragioni di non fornire riferimenti all’agguerrita concorrenza), si aspetterà all’ultimo per annunciarle, la filosofia con cui Coop intende operare è già estremamente chiara. "Se dovessi usare una sigla – continua Tassinari - sceglierei STC, cioè semplice, trasparente e conveniente. Questo perché in un settore, come quello della telefonia mobile, che è pieno da continui annunci e di superofferte miracolose, che poi magari tali non sono, noi punteremo su poche tariffe, 2 o 3 al massimo, che saranno estremamente chiare e semplici nella formulazione. In più, coerentemente col modo di essere Coop, noi vogliamo dare convenienza tutti i giorni. La fiducia di cui godiamo ce la siamo conquistata su questi presupposti e intendiamo continuare. Non conta andare forte un solo un giorno, quel che conta è vincere il Giro d’Italia".
    Al traguardo di questo accordo Coop è arrivata dopo un lungo lavoro, durato più di un anno. "Con Telecom abbiamo fatto una trattativa tosta - aggiunge Tassinari – Abbiamo discusso e approfondito tanti aspetti. Abbiamo scelto Telecom per la qualità che può offrire, per le sue infrastrutture tecnologiche, perché è leader di mercato ed ha la migliore copertura del territorio nazionale, rispetto agli altri operatori che, lo ricordo, sono già in mano a stranieri. Noi, da quando siamo partiti con questo progetto abbiamo messo al primo posto la possibilità di garantire un servizio qualificato sulla telefonia mobile, pensando anche a ulteriori sviluppi".
    In questo senso Tassinari fa riferimento esplicito allo studio di un prodotto Coop-Alice "che ci consentirà di costruire offerte su internet e soprattutto sulla telefonia fissa, che interessa gran parte dei nostri soci". Il presidente di Coop Italia non si sottrae in chiusura a una riflessione sulle complesse vicende societarie che hanno coinvolto Telecom dopo la firma dell’accordo con Coop.
    Vicende (ancora non concluse al momento in cui scriviamo ndr) che potrebbero vedere la società cambiare proprietà e finire anche in mani straniere: "Quando nel 2005 abbiamo firmato il protocollo d’intesa nessuno poteva immaginare i travagli che Telecom ha poi vissuto al sua vertice. Certo per noi la sua italianità era e resta un valore positivo. Nel lavoro abbiamo sempre guardato al prodotto industriale e alle garanzie di servizio che ci venivano offerte, al di fuori da logiche finanziarie e da assetti societari. E, lo dico qualora qualcuno dei nostri soci fosse preoccupato per questo, abbiamo ovviamente inserito nel contratto anche condizioni a nostra tutela qualora le condizioni che abbiamo pattuito venissero meno".


    Dario Guidi