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06 settembre 2010, 19:00 
    Coop, la priorità va ai prodotti
    italiani. Ecco dati e cifre
     
    Sono socio Coop da trent’anni e con la crisi economica mi sto interessando ai prodotti coop, controllandone la provenienza. Ho notato che il latte a lunga conservazione è prodotto e confezionato in Austria: vi chiedo come mai con la storia delle quote latte i nostri produttori sono costretti a manifestazioni e a buttare il latte. Non è possilbile che Coop si faccia carico di questo problema? Non sarebbe meglio aiutare la nostra agricoltura e industria? 
    Natalino galli - san cesario (mo)
     
    Risponde Claudio Mazzini
    responsabile innovazione valori di Coop Italia:
    Il prodotto Italiano è da sempre la base della politica d’acquisto Coop. Nelle nostre filiere e per i grandi volumi, non abbiamo su questo un approccio solo di “immagine” come molti altri fanno, ma una strategia di sviluppo ed efficienza nel rispetto della missione che è propria delle cooperative di consumatori.
    Coop ha sempre privilegiato il rapporto con fornitori nazionali sia nella sua politica di acquisti sia nello sviluppo del proprio prodotto a marchio, esaltando le produzioni nazionali all’interno della propria offerta.
    In particolare, oggi il prodotto Coop rappresenta  il 25,2% del totale vendite alimentari di Coop e sviluppa un fatturato di 2.587 milioni di euro, che fa del prodotto a marchio una delle prime 5 grandi imprese alimentari italiane.
    Per la realizzazione dei prodotti a marchio Coop si avvale per il 90% di fornitori italiani, di cui il 35% appartenenti al mondo cooperativo. In totale sono 15.000 le imprese italiane coinvolte nei processi di produzione.
    L’impegno di Coop, anche al di là del prodotto a marchio, si è rivolto soprattutto allo sviluppo degli acquisti di prodotti italiani, in particolare nei freschissimi.
    Pur in un contesto particolarmente difficile per l’agricoltura italiana, Coop ha continuato a sviluppare politiche di filiera nazionali: il 94% delle carni (oltre  750 milioni di euro) e l’80% dell’ortofrutta (oltre 550 milioni di euro) acquistate da Coop provengono da fornitori italiani, così come il latte; tutto il latte fresco ad alta qualità e parzialmente scremato così come il microfiltrato (oltre 34 milioni di euro) proviene esclusivamente da allevatori Italiani.
    Infine proprio con lo scopo di far sì che anche le piccole, spesso piccolissime, produzioni d’eccellenza in Italia arrivino sugli scaffali dei punti vendita e siano così conosciute e apprezzate dai consumatori italiani, Coop, quando ancora non era di moda, ha sottoscritto un accordo con la fondazione Slow Food.
    Nessuno come Coop, numeri alla mano, aiuta l’agricoltura italiana. Ciò detto non sempre è possibile utilizzare esclusivamente prodotti e produttori nazionali ed è giusto ricordare che, come sistema Italia, siamo purtroppo deficitari nella produzione in molti settori. Ne cito alcuni: latte, grano, carne, ecc. Per questo, senza massicce importazioni, non saremmo in grado di garantire gli attuali livelli di consumo. Inoltre non va dimenticato che l’Italia in molti casi ha eccellenze industriali nella prima trasformazione, ad esempio la pasta, dove di fatto esportiamo prodotto finito che deriva da materie prime estere. Ma in questo giro il valore aggiunto rimane in Italia.
    Nel  caso da lei citato, quello del latte UHT, stando agli ultimi dati l’Italia importa oltre il 60% del proprio fabbisogno, pertanto è necessario importare latte ed i 2/3 del latte UHT che trova in vendita è estero (in prevalenza austriaco, tedesco o francese). Qui viene trasformato o confezionato. Siamo convinti che le manifestazioni degli agricoltori volessero stigmatizzare non chi importa il latte...  ma chi lo vende come italiano quando italiano non è.
    Ancora una volta Coop dimostrandosi trasparente nell’indicare l’origine dei prodotti si è messa dalla parte del consumatore consentendogli una libera scelta.